The butler – Un maggiordomo alla casa bianca

The Butler, un maggiordomo alla casa bianca
The Butler, un maggiordomo alla casa bianca

Titolo: The butler – un maggiordomo alla casa bianca
Autore: Wil Haygood
Editore: Newton Compton
Numero di pagine: 82
Prezzo: 4,99
Formato: eBook

Trama (dal sito della casa editrice):
Nel 2008, alla vigilia delle epiche elezioni che avrebbero portato Barack Obama alla Casa Bianca, Wil Haygood pensò di celebrare quel momento grazie a un testimone privilegiato, qualcuno che avesse vissuto in prima persona gli ultimi cinquant’anni di storia americana.
Si mise così sulle tracce di Eugene Allen, il maggiordomo che aveva lavorato alla Casa Bianca dal 1952 al 1986. Dopo decine e decine di telefonate e lunghe ricerche, finalmente il giornalista ottenne l’indirizzo di Allen. Era ancora vivo. Aveva quasi novant’anni e viveva con la moglie Helene in un modesto e decoroso quartiere di Washington. Haygood ebbe quindi modo di intervistare Allen, il maggiordomo che conosceva la vita privata di ben otto presidenti degli Stati Uniti, da Harry Truman a Ronald Reagan. In seguito il giornalista scrisse in proposito un lungo articolo sul «Washington Post» che ebbe enorme risonanza. Così è nato il libro The Butler, che racconta la vita straordinaria di Eugene Allen e svela tutti i segreti che le mura della Casa Bianca hanno protetto per decenni.Recensione:
Faccio molta fatica a capire cosa sia “The Butler”.
Non posso chiamarlo biografia, dato che parla di Eugene Allen in modo frettoloso e terribilmente superficiale, alla fine di lui si sanno giusto una manciata di cose; non posso chiamarlo autobiografia, nonostante l’autore tratti gli argomenti dal proprio punto di vista; non posso chiamarlo romanzo storico o libro di storia, dato che sfiora a malapena alcuni eventi importanti della storia dell’integrazione razziale americana, come dando per scontato che i lettori già li conoscano, o non vogliano conoscerli ora; non è gossip, come lascia intendere la trama, non svela niente di niente. E di sicuro non è un romanzo. Non c’è una storia, non ci sono emozioni forti, non c’è una narrazione, una consequenzialità degli eventi, non c’è nulla.
L’unica parola che mi viene in mente per definire questo libro è: reportage.
Un lungo, lunghissimo articolo di giornale, al massimo più articoli riuniti insieme, dove il giornalista spiega cosa ha fatto, come, perché. Di sicuro non è, come viene pubblicizzato, “il libro da cui è stato tratto il film” attualmente nelle nostre sale. Il film è tratto dall’articolo su Allen che Haygood scrisse nel 2009, questo libro è uscito dopo, e a mio avviso è soltanto una manovrina commerciale.Proviamo ad analizzarlo chirurgicamente:
Prefazione: 5 pagine. Il regista del film, Lee Daniels, spiega come ha trasposto in pellicola l’articolo di Haygood. Cita un toccante, evidente, simbolico rapporto padre-figlio su cui ha impostato l’intera narrazione del film. Rapporto che ho cercato per tutto il libro, trovando forse quattro righe che l’accennavano, lasciando il simbolismo, l’evidenza e i sentimenti toccanti alla mia immaginazione.
Il viaggio del maggiordomo: 94 pagine. Sembrano tante, uno ci potrebbe raccontare molto, in 94 pagine. Eppure, no. La storia di Allen è di una superficialità incomprensibile, si racconta da dove è partito, come è arrivato alla Casa Bianca, sotto quali presidenti ha servito, che cosa ha visto succedere nelle strade in tutti quegli anni, di sua moglie e del suo mausoleo in cantina, pieno di ricordi di quel lavoro tanto complicato.
Ma non arriva niente, non un’emozione, non un sentimento umano, nulla se non quello che Haygood dice di credere di aver capito di lui, parlandoci. È un articolo di giornale di 94 pagine, uguale a quelli che si trovano nelle riviste, ma più lungo. Empatia, zero. Passione, zero. Sentimenti, zero virgola tre.
Immagini in movimento: 73 pagine. Come è iniziata la lavorazione del film, come hanno raccolto i fondi, come hanno trovato il produttore, che attori sono stati scelti, come lo ha accolto il pubblico. Interessantissimo, suppongo, per i lettori di “Ciak”.
Poi una bella riflessione sulla decennale ritrosia Hollywoodiana nel trattare il tema dell’integrazione razziale e dei diritti civili dei neri, nonché la palese maggioranza di attori, film, copioni bianchi in circolazione. Carina, ma io volevo la storia di ‘sto maggiordomo, il libro non si intitola “la lotta silenziosa di Sidney Poitier”.
Cinque presidenti e la lunga marcia per i diritti civili: 3 pagine. È più lungo il titolo del capitolo che non il capitolo stesso. Jefferson aveva degli schiavi, Lincoln c’è rimasto per aver abolito la schiavitù, Truman era del Missouri e lì i linciaggi non erano rari, Eisenhower ha dovuto inviare le truppe federali a Little Rock, Kennedy è molto amato dai neri, Johnson fece tante nuove leggi, Nixon non sembrava a disagio, Reagan ha avuto casini con Mandela. Tutto questo Eugene Allen lo vide da vicino. Fine del capitolo.
E non l’ho riassunto tanto, ho solo accorciato le frasi.
Ike: 4 pagine. Spiega quella cosa di Little Rock accennata prima.
JFK: 4 pagine: Spiega perché i neri lo amano tanto e tengono la sua foto sul muro, di fianco a Martin Luther King.
LBJ: 4 pagine. Spiega le leggi di Johnson.
Nixon: 4 pagine. Lo sputtana un pochetto sulle sue amicizie con giudici segregazionisti, ma tanto è Nixon, è come sparare sulla Croce Rossa.
Reagan: 4 pagine. Parla di Mandela.
Ringraziamenti: 4 pagine. Ha un sacco di gente da ringraziare.
Fotografie: 42 pagine. Ebbene sì, 42 pagine di foto. Di Allen, del film.Non mi chiedete come sia possibile, ma alla fine il mio eBook di 82 pagine ne ha 241.
Non dovrei lamentarmi, sono meno di 50 centesimi a pagina, e invece mi lamento. Perché il libro viene spacciato come la storia di Allen, la sua visione delle lotte per l’integrazione razziale da un punto di vista privilegiato e al contempo scomodo, da dietro le spalle di chi ha fatto la storia. Viene presentato come il percorso di un paese che attraversa decenni di soprusi, contraddizioni, sangue e ingiustizie per approdare, finalmente, all’elezione di un Presidente di colore. No, tutto questo non c’è, e quel poco che c’è è di una piattezza e una freddezza sconcertante.
Consiglio finale, e detto da me è ben strano: piuttosto che comprare questo libro andate a vedervi il film.

Voto: 1Stellina-nuova1

timbro1Questa recensione è stata scritta da:

La recensione che avete letto è opera di Bee.

Product
The Butler
Version
Ebook
Type
Libro
Product Author
Wil Haygood
Reviewed by

on 06-02-2014
Rating
Price
4,99
Summary
Piuttosto che comprare questo libro andate a vedervi il film.

6 thoughts on “The butler – Un maggiordomo alla casa bianca

  1. http://letterandoconmarty.blogspot.it/2014/03/the-butler-wil-haygood.html

    Questa è la mia recensione. Sono d’accordo con te. Questo libro è imbarazzante e pessimo. Il risvolto di copertina illude il lettore che le parole di Haygood sveleranno chissà quale arcano, chissà quale aneddoto, e invece questo libro è il niente più assoluto. Nemmeno il protagonista viene tratteggiato e approfondito. Una vergogna.

    Scusa eh per il tono, ma ho appena finito di leggerlo e sono davvero indignata 🙂 🙂 passa sul mio Blog, se ti va! Ciao! :bye:

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