Recensione: Wanted di Lavie Tidhar

Wanted, Lavie Tidhar, copertina

Titolo: Wanted
Autore: Lavie Tidhar
Editore: Gargoyle Books
Numero di pagine: 364
Prezzo: 18 euro
Formato: Cartaceo

Trama (tratta dal sito della casa editrice)Joe è un detective privato alla vecchia maniera e vive in un mondo in cui gli attacchi dell’11 settembre non sono mai avvenuti, anzi fanno parte della realtà immaginaria di una famosa serie di romanzi che hanno come protagonista la figura, altrettanto immaginaria, di Osama bin Laden. Un giorno Joe riceve la visita di una misteriosa donna, che lo ingaggia per trovare proprio Mike Longshott, l’autore di quei libri; inizia così un’avventura paradossale fra Laos, New York, Londra, Parigi e, ovviamente, Kabul. Man mano che l’indagine di Joe progredisce, le cose si fanno sempre più strane e le certezze del detective cominciano a trasformarsi in lancinanti dubbi, tanto da portarlo a non essere più sicuro nemmeno della sua stessa identità. Così, in un mondo senza terrorismo globale, Joe si ritrova ad affrontare nemici oscuri che cercano di impedirgli di scovare la verità che sta sotto a quella che lui ha sempre considerato la realtà.

Recensione

Come si intuisce dalla trama l’idea alla base di questo romanzo è potente. Non vi nascondo che ho iniziato a leggere il testo carico di aspettative, sono un amante della fantascienza e in particolar modo delle distopie e delle ucronie. Inoltre, a mio parere, c’erano tutte le premesse per un romanzo politicamente scorretto, in grado di far riflettere sulla guerra al terrorismo che ha caratterizzato la nostra epoca, dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.
L’edizione italiana del libro, edita da Gargoyle, è curata, sia graficamente che nei contenuti.
Però, proprio a causa delle mie aspettative, sono rimasto interdetto dalla scelta di modificare il titolo originale, “Osama”, e la copertina (che potete vedere sul sito dell’autore).
L’inquietante Bin Laden che troneggia nella versione originale è sostituito, nell’edizione italiana, da un mento barbuto che potrebbe appartenere a chiunque. Anche il titolo è stato sacrificato per un più generico “Wanted”, che sembra essere stato scelto per nascondere l’inquietante presenza di Osama. Quasi che il lettore italiano dovesse temere il terrorismo più degli americani stessi.
Ma questi sono dettagli che probabilmente interessano solo me.
Il romanzo di Lavie Thidar è molte cose, l’ucronia è chiara fin dalle prime pagine. Il personaggio, “Joe”, vive nel Laos, in un universo alternativo in cui il terrorismo non esiste e in cui Osama Bin Laden è soltanto il personaggio di una serie di libri di dubbia qualità in stile “Segretissimo”.
Ma se noi stessi non fossimo coscienti dell’ucronia che l’autore così abilmente ci descrive, questo libro potrebbe essere scambiato per un noir, oppure un poliziesco che sconfina nel thriller.
Avanziamo tra le pagine con la convinzione che prima o poi la verità verrà fuori: il terrorismo esiste, il terrorismo uccide, Osama è una terribile realtà. Invece l’autore si diverte a farci nascere dubbi, a lasciare tutto indeterminato. E se la realtà fosse quella di Joe e non quella che noi siamo convinti di conoscere?
In questo Tidhar ricorda davvero molto Philip K. Dick. perché l’autore è abilissimo a mischiare la realtà con la finzione, a rimescolare le carte, togliendoci certezze anche sulla reale identità dei personaggi stessi.
Non mancano inoltre alcuni passaggi politicamente scorretti, in cui il protagonista si pone domande che non sono allineate al pensiero mainstream. Lui può farlo, nella sua realtà Osama è solo il cattivo di una fiction, non un’entità reale, lui può ragionare sul terrorismo senza l’onda dell’emozione per i morti, per le stragi, per gli eventi dell’undici settembre. Tanto non sono mai successi.
Il racconto sul terrorismo, quello vero, è affidato alle pagine dei libri della serie “Vigilante”, che il protagonista legge nel tentativo di scoprire indizi sul misterioso autore dell’opera, un tale Mike Longshott.
Il romanzo nel romanzo racconta gli eventi in modo didascalico, quasi cronologico, lasciando poco spazio alle emozioni, che invece sono la spina dorsale del resto dell’opera.
Una nota di merito va invece allo stile dell’autore, che varia di pari passo con lo stato d’animo del protagonista. Un detective che deve scoprire l’identità di un romanziere e che, infine, si trova a indagare sulla sua stessa identità, nonché a porsi domande sulla realtà che lo circonda.

La prima parte del romanzo l’ho divorata. Poi, alla fine, mi sono un po’ perso, perché tutto è troppo indeterminato, confuso per certi versi. Credo sia una scelta precisa dell’autore. Chi sono i rifugiati? C’è un complotto? Si tratta di due realtà parallele, oppure di una finta realtà creata ad hoc? Cosa è finto e cosa è vero? Non ci è dato saperlo, non nel modo in cui ci saremmo aspettati all’inizio.
E noi lettori ci troviamo spaesati, forse proprio come le vittime del terrorismo, che avevano iniziato la giornata pieni di certezze, e che in un attimo hanno visto la loro esistenza sgretolata da una realtà terribile, troppo mostruosa per essere vera.

In conclusione un libro impegnativo, che lascia spazio a innumerevoli interpretazioni, e proprio per questo merita una lettura, ma che sicuramente dividerà i lettori tra entusiasti e detrattori. Come spesso accade con opere non banali e molto sfaccettate.

Voto: 35Stellina-nuova1

 

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La recensione che avete letto è opera di Visionnaire.

Product
Wanted
Version
Cartaceo
Type
Libro
Product Author
Lavie Tidhar
Reviewed by

on 06-12-2013
Rating
Price
18
Summary
Un libro impegnativo, che lascia spazio a innumerevoli interpretazioni, e proprio per questo merita una lettura, ma che sicuramente dividerà i lettori tra entusiasti e detrattori. Come spesso accade con opere non banali e molto sfaccettate.

9 thoughts on “Recensione: Wanted di Lavie Tidhar

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