Recensione: Black Hats di Max Allan Collins

Black Hats by Max Allan Collins copertina

Titolo: Black hats
Autore: Max Allan Collins
Editore: Gargoyle Books
Numero di pagine: 292
Prezzo: 18 euro
Formato: Cartaceo

Trama:

1920. Wyatt Earp, il Leone di Tombstone, l’eroe dell’O.K. Corral, è ormai un anziano ex-sceriffo. Qualche lavoretto come detective privato, una miniera che non rende quanto dovrebbe, un cagnetto e una moglie col vizio del gioco. I giorni dei pistoleri e delle sparatorie sono solo un ricordo, spesso doloroso. La visita di un’amica in cerca di aiuto riporterà a galla quei ricordi e gli permetterà di vivere un’ultima avventura degna del vecchio West.
A Manhattan, nel cuore pulsante della metropoli in rapida espansione, in mezzo ai clan in lotta per il controllo degli alcolici ormai proibiti per legge. Con al fianco l’amico di vecchia data Bat Masterson e il giovane John Henry Holliday Junior, tanto simile al padre Doc, Earp dovrà fare i conti con un nemico furbo e cocciuto. Un tale di cui non ha mai sentito parlare, un certo Alphonse Capone.

Recensione:

La storia portante del libro, quella che si svolge nel 1920, è solo una parte di questo romanzo. La parte più interessante, più vivida e meglio scritta, a mio avviso. È un susseguirsi veloce di avvenimenti emozionanti: doppi giochi, sottintesi, sparatorie, bluff.
Il figlio di Doc Holliday, bravo come il padre a leggere le carte e le persone, ha vinto a poker una riserva di alcolici tanto vasta da permettergli di gestire in completa autonomia il proprio locale per anni. Il problema è dato dagli italiani, che hanno deciso di avere il controllo sulla distribuzione e che vogliono a ogni costo mettere le mani sul bottino. Tocca a Earp risolvere, a modo suo, la spinosa questione.
Questa è la parte in cui la personalità dei protagonisti emerge attraverso le loro azioni e le loro parole, in cui li si vede agire, li si comprende, li si ama o li si odia. E si legge tutta d’un fiato, per vedere chi la spunterà. Vinceranno i buoni o i cattivi? Gli sceriffi con il pistolone e lo Stetson o i gangster con il mitra e il Borsalino?
Poi c’è tutta un’altra parte, la parte storica. Quella in cui vengono rievocati i fatti del passato: la sparatoria dell’O.K. Corral, la morte dei fratelli Earp, la morte di Doc Hollyday, i fidanzamenti, le scorribande, le avventure. Tutti fatti veri, ampiamente studiati dall’autore (come dimostrano le sei pagine di bibliografia nei ringraziamenti d’appendice), tutti verificabili, volendo. Non è la verosimiglianza a mancare, quanto la fluidità, la tecnica narrativa vera e propria.
Gli aneddoti e le rievocazioni vengono infilati ovunque, anche nel mezzo delle scene d’azione. A lungo andare appesantiscono, diventano quel “di più” che tocca leggere pur di arrivare alla fine. Non c’è un equilibrio tra presente e passato, i due si mescolano in continuazione, a volte anche con intromissioni inutili e specificazioni spesso omissibili.
I dettagli maniacali sono infatti un punto fermo di questo libro. Per ogni personaggio è descritto, in ogni occasione in cui appare, il suo abbigliamento fino all’ultimo particolare. A ognuno spetta una descrizione, almeno sommaria, della propria famiglia. Ogni concetto viene ripetuto almeno una volta.
Il risultato è un misto di avventura esaltante e noia mortale.
La traduzione aggiunge un punticino negativo al giudizio complessivo, e altrettanto fa l’editing, ricco di virgole fuori posto e di refusi imbarazzanti (addirittura ausiliari sbagliati) o ridicoli (ad esempio il povero Bat, che per quattro o cinque volte in poche pagine diventa But).

Voto25Stellina-nuova1

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La recensione che avete letto è opera di Bee.

Product
Black Hats
Version
Cartaceo
Type
Libro
Product Author
Max Allan Collins
Reviewed by

on 03-12-2013
Rating
Price
18,00
Summary
Vinceranno i buoni o i cattivi? Gli sceriffi con il pistolone e lo Stetson o i gangster con il mitra e il Borsalino?

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