Intervista a Edizioni La Gru

Giovedì, 14 novembre, abbiamo avuto il piacere di intervistare Massimiliano Mistri di Edizioni La Gru.

È stata un’intervista molto interessante perché, oltre ai nostri utenti, hanno partecipato anche alcuni degli autori che hanno pubblicato con La Gru. L’intervista si è svolta in un’atmosfera molto piacevole, quasi di casa, soprattutto dopo l’arrivo degli autori, che sono stati salutati e presentati calorosamente dal loro editore. Noi curiosoni, d’altro canto, abbiamo fatto qualsiasi domanda ci venisse in mente, contenti della disponibilità di Massimiliano. Oltre all’intervista abbiamo parlato dei libri che ci sono piaciuti di più, di generi letterari e di case editrici. Anche Massimiliano ci ha fatto un paio di domande, sorprendendoci e animando ancora di più quella che, alla fine, è diventata una simpatica chiacchierata su Facebook.Per tutto questo, e per molto altro di cui vi metteremo al corrente al momento opportuno, ringraziamo Massimiliano e Edizioni La Gru.
Come sempre – ormai ci sarete abituati – vi riporto le domande fatte dallo staff di escrivere.com. A seguire gli approfondimenti proposti dagli altri partecipanti.1. Quanto è importante per Edizioni La Gru il curriculum letterario di un autore che vuole pubblicare con voi?

M. M.: Direi zero. Tant’è che lo leggiamo solo dopo aver valutato se il dattiloscritto è di interesse o meno. Abbiamo trovato esordienti totali che si sono rivelati molto più seri e professionali e propositivi di autori e autrici più esperti/e.

2. Quanto conta una buona lettera di presentazione nell’invio dell’opera?

M. M.: Non saprei quantificarlo, sinceramente. Posso dirvi che talvolta abbiamo ricevuto la classica email che riportava in copia visibile altri editori. A me non dà alcun fastidio, dal momento che è ovvio che un autore invii il materiale a tanti editori, ma il mio consiglio è sempre di far finta di aver selezionato un solo editore. Ce ne sono di permalosi. Per il resto una presentazione sgrammaticata aiuta a fare una prima scrematura. Non amo molto le lettere che parlano di se stessi in terza persona. Questo posso dirlo. Ma magari altri editori le amano alla follia, quindi non posso dare una linea guida universalmente valida.

3. Organizzate concorsi letterari per scovare nuovi talenti, oppure vi affidate alla semplice selezione tramite invio dell’opera?

M. M.: Facciamo una cosa diversa dai concorsi (ne abbiamo fatti due in passato, ma è una formula che non ci piace), ovvero affidiamo un tema e lasciamo che chiunque scriva un racconto o una poesia. Poi selezioniamo gli scritti che ci interessano maggiormente e li pubblichiamo dando copie gratuite agli autori che hanno partecipato. Essendo libri a tutti gli effetti poi ne organizziamo presentazioni e chiediamo agli autori selezionati di presenziarvi. Così è nata POP, la collana di scrittura collettiva. Attraverso POP abbiamo conosciuto il talento dei ragazzi del Nucleo Negazioni e di altri autori che hanno partecipato a Sappy. I ragazzi del F.I.A.E. già li conoscevamo.

4. Sappiamo che tutte le case editrici ricevono centinaia di manoscritti da parte degli esordienti, quindi ci rendiamo conto che è praticamente impossibile leggere integralmente ogni opera che vi arriva. Siate sinceri, oltre alla pessima scrittura, quali sono i motivi che vi portano a scartare un lavoro prima ancora di leggerlo tutto?

M. M.: I generi letterari. A noi non interessano fantasy, romanzi erotici, pornografici o politici. E non ci interessano saggi. Di saggistica pubblichiamo solo testi in adozione presso le varie Facoltà Universitarie. Nulla contro certi generi, è solo una scelta dovuta a ciò che ci piace e a ciò che non ci piace. Diventa impossibile pubblcare un fantasy se i fantasy non piacciono. Questo perchè se uno non mastica un genere, non può giudicare la bontà di un dattiloscritto appartenente a quel genere.
Detto questo, noi riceviamo mediamente 1370 dattiloscritti l’anno.

4a. E quanti dei 1370 in media decidete poi di pubblicare?

M. M.: Il 2% circa.

5. Le agenzie letterarie hanno corsie preferenziali nella selezione degli autori?

M. M.: No. Non esistono corsie preferenziali. Anche autori che hanno già pubblicato con noi, vengono letti in ordine di arrivo. La prassi italiana degli amici degli amici è svilente.

6. Quali sono i vostri canali di distribuzione? E’ possibile trovare i vostri libri sugli scaffali?

M. M.: Allora, posso dire questa sera, ed è notizia di oggi, che a breve firmeremo un accordo per una distribuzione nazionale. Fino ad adesso abbiamo contattato noi tutte le librerie fiduciarie, abbiamo proposto conti depositi e abbiamo spedito i libri richiesti dalle librerie. Ovviamente le librerie privilegiano gli esordienti locali. Pensare di essere in tutte le librerie, da esordienti, è utopia. Escono 60000 titoli l’anno ed è impossible (lo dico da ex libraio) pensare di ospitare tutto quello che esce. Quindi si finisce nelle librerie che richiedono i libri. Adesso vedremo come andrà con la distribuzione affidata a terzi.
Comunque non promettiamo niente. Solo impegno, compatibilmente con altri attori che non sempre sono collaborativi.

7. In che modo curate l’aspetto grafico dei vostri libri? Vi rivolgete a grafici professionisti o vi avvalete di personale interno alla CE?

M. M.: Sempre esterni. Cerchiamo foto che ci interessano, chiediamo l’autorizzazione all’uso, e via.
Sono capitate anche sorprese. Per esempio che Conrad Roset non ci abbia chiesto un euro per la copertina di Sbramami.
In questo momento abbiamo il privilegio di avere un artista fantastico, Emiliano Billai, che sta illustrando l’edizione in tiratura limitata di un nostro titolo che uscirà, in ristampa deluxe, a Natale. Tiratura ultra limitata.

8. Come impostate la promozione dei vostri autori?

M. M.: In primo luogo copie omaggio stampa ai giornali e ai blog, questo un mesetto prima dell’uscita del libro. Poi presentazioni in librerie, bar, locali. Ultimamente anche con musica live.
Le testate che ci hanno recensito ad oggi sono Tribuna di Treviso, Gazzettino di Treviso, Gazzettino di Padova, Mattino di Padova, Corriere della Sera, Repubblica, Panorama (grazie ora e sempre a Valeria Merlini), poi il Corriere del Ticino (misteriosamente), Polytika (settimanale polacco). Poi blog a iosa.

9. Qual è, in media, il numero di copie vendute da un esordiente?

M. M.: Potremmo vendere dalle 3 alle 500 copie in due anni, dove per 3 intendo 3. Ma questo capita per infinite combinazioni. Impegno autori, recensori, librerie. Non esiste una stima matematica. Di sicuro posso dire che esistono autori come Pinketts che va in casa editrice, si prende le sue copie e va a farsi le sue presentazioni. Se gli autori si impegnano si ottengono con maggiore probabilità buoni risultati. E se ci diamo dentro anche noi.

10. Perché la scelta di non pubblicare i vostri romanzi in formato ebook? È previsto in futuro un cambiamento in tal senso?

M. M.: Ho lungamente parlato con l’amico Giacomo Brunoro, di LA Case, il quale mi ha spiegato per bene tutto quel che non so sugli ebook. Beh, io potrei fare un ebook, ma non sarei in grado di farli perfettamente. Quindi non vedo perchè fare qualcosa di imperfetto. Detto questo potremmo rivolgerci ad altri, ma noi facciamo narrativa e in Italia pare venda così poco in ebook che forse non ne vale la pena.

E ora qualche domanda dei partecipanti:

Vischio Verde ha una domanda sulla promozione:
Quindi, anche in caso di antologia, è obbligatoria la presenza degli autori alle presentazioni?

M. M.: Non è obbligatoria la presenza. Se ad un autore fa piacere organizzare una presentazione con noi, ne siamo felici. Poi l’autore può presentare anche libri propri realizzati con altri editori. Per me non c’è problema.

Guerino aggiunge:
Mi unisco ai complimenti, molti autori, anche di mia conoscenza, trovano insostenibili le presentazioni. Mettendoli al loro agio con un’elasticità del genere probabilmente anche il più timido e restio degli scrittori si sentirebbe un pizzico più motivato.

M. M.: Guerino, noi cerchiamo anche di creare presentazioni con due autori assieme, in modo che si supportino. Poi siamo felici quando nascono amicizie come quella tra Alessandro Rosanò e Nicolas Alejandro Cunial, per esempio.

Barbara, Guerino e io stessa vogliamo saperne di più riguardo alla domanda 9 e alla risposta che Massimiliano ci ha dato. Riporto solo la domanda di Barbara:
Quando se ne vendono così poche a cosa è dovuto, secondo voi? Pessima scelta del testo da pubblicare, scarsa collaborazione dell’autore nella promozione, sfortuna…? O non è possibile identificare una (o più) cause del “flop”?

M. M.: Non esiste una stima matematica. Di sicuro posso dire che esistono autori come Pinketts che va in casa editrice, si prende le sue copie e va a farsi le sue presentazioni. Se gli autori si impegnano si ottengono con maggiore probabilità buoni risultati. E se ci diamM. M.:o dentro anche noi.

Mi fermo qui. Le domande in realtà sono state tante e non è stato possibile inserirle tutte in quest’articolo. In compenso vi lascio il link all’intervista completa che abbiamo fatto su Facebook, in modo che possiate leggerla per intero: Intervista a Edizioni La Gru
Ecco invece il link alla nostra pagina Facebook, se ancora non ci avete messo un bel “mi piace” vi chiedo: cosa state aspettando? 😉

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