Recensione: “È tempo sprecato uccidere i morti” di Diego di Dio

Copertina del libro È tempo sprecato uccidere i morti di Diego di DioTitolo: È tempo sprecato uccidere i morti

Autore: Diego di Dio

Editore: Dunwich Edizioni

Nel marasma di informazioni secondarie che riempiono le pagine di qualsiasi thriller/giallo l’autore si diverte a inserire quell’informazione chiave che se recepita per tempo dal lettore potrà fargli esclamare a fine lettura “ah! Avevo capito che l’assassino era il maggiordomo”. Nella lunghezza stringata del racconto questa possibilità viene meno. In un numero ridotto di pagine l’autore inserirà quel dettaglio quasi subito e anche il lettore meno attento, con buona probabilità, scoprirà in anticipo cosa succederà alla fine. Questo è il caso di È tempo sprecato uccidere i morti, raccolta di testi thriller/noir di Diego Di Dio. In praticamente nessuno dei racconti della raccolta la risoluzione degli eventi risulta inattesa o sorprendente. Le cose filano spesso come il lettore si aspetta.

In situazioni normali questa prevedibilità sarebbe una rovina, ma è singolare come la qualità intrinseca dei racconti riesca a far glissare sulla semplicità dei finali. I racconti di Di Dio si leggono e si apprezzano nella loro interezza, quasi mai per il solo finale. La bellezza è nei personaggi, nei dialoghi, nelle ambientazioni vive e potenti, nelle ingiustizie e nella follia. Non si legge con l’ansia di arrivare al finale, si gusta una storia, che nella sua linearità resta avvincente per tutta la sua breve durata.
Con questo non voglio dire che tutti i racconti della raccolta siano sullo stesso livello. Ho trovato alcuni testi sicuramente più riusciti, in particolare quelli dove l’autore si è discostato da uno schema classico e ha osato in originalità.
“Il delirio di un impiegato”, ad esempio, è sicuramente un titolo che guarda dall’alto in basso i suoi “colleghi”. Musica, scrittura e follia danzano insieme regalando al lettore un quarto d’ora di puro piacere.
“Cose liquide” invece osa nello stile più che nella narrazione. Una vicenda non nuova scritta in un modo nuovo.
“Il supereroe” è un racconto che non poteva lasciarmi indifferente. La Napoli raccontata è così viva che mi sembrava quasi di scendere lungo Mezzocannone gettando occhiate distratte alle varie librerie. Il protagonista ricorda molto da vicino il Kick-Ass di Millar, ma in questo caso, forse l’unico della raccolta, il finale non è scontato e arriva forte come un pugno allo stomaco.
Alcuni racconti, lo ammetto, li ho bevuti e dimenticati quasi subito, ma attribuisco la colpa di quanto successo a due fattori: del primo mi assumo tutte le responsabilità, leggendo tutti i racconti nella stessa giornata non sono riuscito a gustare al meglio quei racconti che mancavano un po’ di verve, ma che avevano comunque una loro valenza; il secondo fattore è l’impossibilità del lettore di recepire le informazioni poco alla volta. Vista la brevità dei testi a volte nomi e situazioni non riescono a collocarsi con chiarezza nella mente del lettore durante lo svolgimento dei fatti e capita di arrivare al finale e di dover tornare indietro di qualche pagina per rivedere i nomi dei personaggi e i ruoli che ricoprivano nel testo.
Sono piccolezze, che a onor di completezza vanno però fatte notare. Non inficiano comunque in maniera significativa su un prodotto che posso sentirmi tranquillamente di consigliare a chiunque.

Voto: 35Stellina-nuova1

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La recensione che avete letto è opera di Guero.

Product
È tempo sprecato uccidere i morti
Type
Libro
Product Author
Diego Di Dio
Reviewed by

on 12/09/2013
Rating
Price
8.90
Summary
Un prodotto che posso sentirmi tranquillamente di consigliare a chiunque.

One thought on “Recensione: “È tempo sprecato uccidere i morti” di Diego di Dio

  1. Non sono un amante delle raccolte di racconti. Ma ho letto il libro di Diego Di Dio e confermo in toto il giudizio di Guero. Buona narrativa, l’autore sa scrivere, i personaggi sono ben delineati e spesso sembra di stare davvero a Procida. Il mio preferito è il racconto d’apertura.

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