Intervista a Triskell Edizioni

Giovedì 27 giugno alle 21:30, abbiamo avuto il piacere di intervistare in diretta su facebook la casa editrice Triskell Edizioni. A rispondere alle nostre domande è stata una delle sue fondatrici, Barbara Cinelli. Durante l’intervista, come sempre molto interessante, gli utenti sono stati molto attivi e hanno rivolto a Barbara un gran numero di domande. Ve ne riporterò alcune qui sotto, dopo le nostre. Insomma, ormai sapete come funziona, giusto?

Partiamo con le domande di È scrivere:

1. Iniziamo con il dilemma che affligge tutti gli esordienti: quanto è importante il curriculum letterario per una casa editrice, e, in particolare, quanto conta per voi di Triskell Edizioni?

Barbara Cinelli: Credo che questa risposta dipenda molto dalla politica editoriale della casa editrice in questione. Nel nostro caso, il curriculum letterario non è importante, proprio perché una delle cose che ci piace più fare è dare spazio agli esordienti.

2. Sappiamo che tutte le case editrici ricevono centinaia di manoscritti da parte degli esordienti, quindi ci rendiamo conto che è praticamente impossibile leggere integralmente ogni opera che vi arriva. Oltre alla pessima scrittura, quali sono i motivi che vi portano a scartare un lavoro prima ancora di leggerlo tutto?

B. C.: Nel nostro caso è stato il mancato rispetto dei due principali requisiti che chiediamo per poter accettare un manoscritto – oltre ovviamente che sia scritto almeno decentemente: che sia presente una storia d’amore e che il romanzo abbia un lieto fine. Sembra assurdo, ma non sai quanti manoscritti sono arrivati con finali tragici e relativa morte di uno dei protagonisti.

3. Quali sono i vostri canali di distribuzione?  

B. C.: Noi siamo inserite nel circuito Stealth che ci permette di essere presenti sulle maggiori piattaforme di vendita online, come 9am.it Amazon Kindle Store Apple IBook Store biblet.it bookrepublic.it deastore.com decalibro.it  ebook.it ebookizzati.com, ebooklabitalia.it ebookorange.com ebookvanilla.it ecstore.it/ebookstore excalibooks.com feedbooks.com hoepli.it ibs.it ie-online.it ilgiardinodeilibri.it kobobooks.com lafeltrinelli.it libramente.it libreriaebook.it libreriarizzoli.corriere.it  libreriauniversitaria.it librisalus.it librouniversitario.it mediaworld.it mrebook.it  Nokia Reading omniabuk.com saturnonlineshop.it store.ebookgratis.it ultimabooks.it unilibro.it webster.it

4. In che modo curate l’aspetto grafico dei vostri libri? Vi rivolgete a grafici professionisti o vi avvalete di personale interno alla CE? 

 B. C.: No, facciamo tutto internamente. Le copertine le curiamo io e Laura, più lei che io, mentre la creazione fisica dei file epub e mobi sono tutta opera sua. Laura è una grandissima risorsa per noi.

 5. Come impostate la promozione dei vostri autori? 

B. C.: Solitamente li coinvolgiamo in chat sulla pagina facebook, mandiamo a diversi blog i loro romanzi per farli recensire, indiciamo giveaway e cerchiamo anche di sensibilizzare lo scrittore stesso, perché nel mondo digitale la principale vetrina sono loro stessi. Devono ‘imparare a vendersi’ come scrittori, devono curare i loro lettori, devono farsi seguire e amare.

6. Come mai la scelta di pubblicare soltanto romanzi di genere romance (in tutte le sue contaminazioni: fantasy, thriller, noir, horror, storico, contemporaneo, ecc.)?

B. C.: Perché una storia d’amore non guasta mai e perché il lieto fine è talmente sottovalutato e snobbato che volevamo dargli un po’ di più di spazio. Abbiamo a che fare con cose terribili e drammatiche tutti i giorni. Abbiamo pensato che ritagliare un angolino rosa nell’editoria digitale potesse essere una buona idea.

 7. Qual è, in media, il numero di copie vendute da un esordiente?

B. C.: Varia davvero molto e abbiamo notato che la variabile maggiore è proprio un esordiente. A parità di qualità ci sono esordienti che vendono 100 copie dove un altro ne vende 20. Ma qui si torna a quanto detto nel punto 5. Conta molto quanto un esordiente si ‘vende’ al pubblico. Noi facciamo il possibile, ma se non è lo scrittore per primo a promuoversi diventa più difficile farlo conoscere.

8. Perché la scelta di pubblicare solo in formato ebook?

B. C.: A nostro avviso l’e-book ha enormi potenzialità. Sia per l’autore che per l’editore. La distribuzione capillare permette di arrivare a tutti, sotto diverse forme, nei formati più consoni all’uso di ciascuno. Certo, so che ci sono autori che non vogliono passare per un editore digitale perché ciò impedirebbe loro di veder realizzato il sogno di vedere il loro libro in vetrina in un negozio. D’altro canto, credo invece che chi ‘vive la rete’ e si è così abituato a ‘pensare in digitale’ abbia capito che tentare la via dell’e-book innalza di certo la soglia della percentuale nel vedersi pubblicato. È una questione di psicologia spiccia: si parla di soddisfazione immediata, un’idea allettante per un autore.

Per una casa editrice, abbattere ovviamente i costi di stampa fa sì che altre realtà, piccole e magari specializzate in determinati argomenti, abbiano più possibilità di affermarsi e, di conseguenza, ritagliare uno spazio tutto loro a favore degli autori interessati al loro stesso target di pubblicazioni. Certo, i costi di pubblicazione ci sono comunque, sia che si parli di edizioni digitali che cartacee. Ci sono costi tecnici e costi legati alla professionalità dei servizi, ma si risparmiano quelli legati alla stampa. E si risparmiano anche alberi J

9. Incontrate resistenze da parte degli autori rispetto alla vostra proposta di pubblicare esclusivamente in formato elettronico? Pensate che nella pretesa di pubblicare in cartaceo ci sia più una componente narcisistica, oppure un reale amore per i libri come oggetto?

B. C.: Sì, alcuni non apprezzano la nostra scelta e preferiscono continuare a tentare la pubblicazione su cartaceo. È un loro diritto e capiamo la loro scelta.

Credo che sia un po’ entrambe le cose, ma penso che la componente narcisistica sia quella che pesa di più. Il sogno di uno scrittore è un po’ avere tra le mani, fisicamente, la propria opera, mostrarla in giro, autografarla e magari vederla in qualche vetrina.

10. Come vi comportereste se un vostro autore volesse pubblicare la versione cartacea di un testo per conto proprio?

B. C.: Onestamente non so rispondere. Da contratto ogni ‘desiderio’ di pubblicazione dell’opera in forma diversa dal digitale deve essere riportato a noi e fatta richiesta specifica. Per ora non ci è capitato e davvero non saprei cosa rispondere.

11. Una delle vostre collane, Rainbow (Arcobaleno), è dedicata a racconti e romanzi LGBT. Come pensate che si comportino generalmente le altre case editrici italiane di fronte a testi di questo tipo?

B. C.: Non c’è molto spazio per la letteratura omosessuale in Italia e, solitamente, le case editrici che pubblicano storie del genere prediligono romanzi di un certo spessore, magari anche con un risvolto sociale. A noi interessa raccontare una bella storia, una storia che faccia star bene chi legge. Non importa se non c’è uno schieramento politico sociale all’interno del testo. Ci basta far star bene il nostro lettore.

12. Come descrivereste l’editoria a pagamento?

B. C.: Non ci piace. Non giudichiamo gli editori che percorrono questa strada, ma onestamente non è la nostra idea di editoria. Riteniamo inopportuno richiedere agli autori un compenso per un servizio che offriamo. È più che logico che una casa editrice rientri dei costi con le vendite, quindi non concepiamo – e non pensiamo sia nemmeno logico in una realtà digitale – chiedere all’autore di pagare… cosa? Copie? Non avrebbe senso. Il servizio che diamo? Non penso ci sia una casa editrice che riconosce il 100% di royalities all’autore, quindi è da lì che si recuperano i soldi per coprire le spese.

 

E ora le domande degli utenti:

Riccardo vuole sapere qualcosa in più sul lieto fine che Triskell Edizioni ha come condizione affinché un romanzo venga preso in considerazione da loro.

E se il finale resta sospeso? Nel senso che non si sa se andrà a finire bene o male, ma resta aperto e affidato alla libera interpretazione del lettore?

B. C.: No, deve esserci un finale definito. Non chiediamo il classico finale “tutto rose e fiori” come alcuni ci hanno fatto notare, potrebbe anche essere solo un finale di speranza, ma deve essere chiaramente un finale positivo e che non lasci spazio alla libera interpretazione – che potrebbe quindi anche essere negativa. Diciamo che se intendi appunto un finale aperto ma che lascia intendere che tutto va bene, è ok, se invece intendi un finale che non si sa dove va a parare… allora no.

Anche Barbara ha una domanda:

Per rientrare nella vostra linea editoriale, oltre al già citato lieto fine, è essenziale che in un romanzo non vi siano neanche scene eccessivamente drammatiche durante lo svolgimento della trama?

B. C.: No, quello non è un problema. Potete giocare con la storia nel modo in cui vi piace di più, buttarci tutto l’angst del mondo e anche il dramma. L’importante è che alla fine ci sia la luce

E un altro utente chiede:

Se si trattasse di un libro che pur se autoconclusivo continua in un secondo volume con gli stessi personaggi, accettereste un finale poco positivo in vista dell’happy ending alla fine della mini saga?

B. C.: Sì, però deve essere certo al 100% che il finale della saga è positivo.

Alla domanda numero quattro, Viola e Chiara ne aggiungono altre due.

Quanta voce in capitolo ha l’autore al riguardo? (si parla della copertina)

B. C.: Solitamente mandiamo una bozza della copertina all’autore per sentire la sua opinione prima di procedere.

Quindi se qualcuno avesse già tra le mani il disegno bello che finito per la sua copertina non lo contate e ne fate fare uno secondo i vostri standard?

B. C.: Sì, in linea di massima le copertine sono sola di nostra ‘produzione’. Se però il disegno è importante in qualche modo per l’autore, siamo disponibili a valutarlo.

Riguardo alla scelta di pubblicare soltanto in formato ebook, anche Visionnaire ha qualcosa da chiedere:

Il mercato editoriale è già molto affollato. Non pensate che il mercato ebook rischi di affollare ancora di più un mercato già ipertofico da un punto di vista produttivo, ma atrofico dal punto di vista delle vendite?

B. C.:  Sì, in effetti il rischio c’è, soprattutto in Italia, dove la gente che legge sappiamo tutti è numericamente inferiore se paragonata ad altri paesi. D’altra parte, però, la rete permette di arrivare anche a quelle persone che, vista la situazione attuale, forse non hanno 20 € da spendere per comprare un libro cartaceo rilegato e hanno abbracciato, fosse anche solo per convenienza, la realtà digitale. Se poi ti presenti offrendo un prodotto ben preciso hai più probabilità di ritagliarti una tua fetta di mercato. Certo, da lì a dire che questo ti assicura un certo successo e un certo guadagano, ce ne passa.

In seguito ci sono state altre domande molto interessanti. Come queste:

Nelle vostre regole chiedete di dare o negare la disponibilità a pubblicare l’opera gratuitamente. Quindi sareste disposti a lavorare su un testo anche molto corposo senza avere alcun guadagno, se non in pubblicità?

B. C.: Al momento abbiamo pubblicato novelle gratuite e non ci è mai capitato che ci dessero un romanzo, però sì, lavoreremmo anche per un testo più corposo di una novella.

Per curiosità, quando si tratta di editing, chi ha l’ultima parola? L’editor o l’autore?

B. C.: Dipende dalla correzione incriminata. Se è una questione legata prettamente alla ligua, alla correttezza della terminologia, sempre dopo attenta valutazione e discussione, direi all’editor. Se invece è una questione di editing del testo (esempio un passaggio particolare che possiamo segnare in qualche modo ma che l’autore vuole assolutamente mantenere), lì siamo più propense a rispettare la scelta dell’autore.

 

E non è tutto qui! Il resto delle domande e le risposte dateci da Triskell Edizioni le trovate cliccando su questo link: Intervista a Triskell Edizioni su Facebook.

Ringraziamo di nuovo Barbara Cinelli per la sua disponibilità!

Noi di È scrivere ci prendiamo una bella pausa estiva, ma non pensate di esservi liberati di noi! Torneremo a settembre, con le prossime interessantissime interviste alle case editrici free! Quindi continuate a seguirci!

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