Intervista a Delos Books

Abbiamo avuto il piacere di intervistare, durante il nostro consueto appuntamento per le interviste in diretta su facebook, Silvio Sosio di Delos Books. L’evento ha avuto luogo venerdì 14 giugno, alle 21:30, e abbiamo scoperto tante cose interessanti sul lavoro dietro le quinte di questa casa editrice che tanto piccola non è.

Partiamo, come al solito, con le domande che abbiamo fatto noi di È scrivere per poi aggiungere quelle degli utenti che ci hanno seguiti.

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1. Delos Books e Writers Magazine Italia si impegnano molto nella scoperta di nuovi talenti fra gli autori esordienti e nella pubblicazione dei loro racconti. È qualcosa che non si può dire della maggior parte delle altre case editrici. Cosa vi ha spinti a voler dare così tanto spazio a scrittori non conosciuti?

Silvio Sosio: Devo dire che il merito di questa attività è tutto di Franco Forte, fondatore e direttore di Writers Magazine, che – oltre a essere uno scrittore e un editor di altissimo livello – è un vero vulcano di idee e di iniziative che riescono ad accendere i riflettori su tanti nuovi autori. Che magari si fanno notare anche solo per un racconto di una cartella su una delle nostre antologie “365”, che è un punto di partenza che già per molti è stato l’inizio di una strada che comincia a diventare interessante. Nelle nostre altre attività editoriali gli spazi per gli autori italiani purtroppo non sono molti, ma quando ci sono ci danno molta soddisfazione.

2. Nel mondo editoriale, Delos Books è forse una delle poche case editrici ad avere un forum in cui la redazione e il direttore stesso comunicano direttamente con gli utenti, dando dritte e tenendoli aggiornati sui progressi dei progetti in corso.  Quali sono i pro e i contro di questa scelta?

S. S.: Delos Books prima che sulla carta è nata in rete, i nostri siti hanno sempre avuto forum e come editori siamo stati sempre in comunicazione diretta con i lettori. Siamo sempre molto trasparenti, quando ci sono problemi lo diciamo senza nasconderci, e quando le cose vanno bene evitiamo i trionfalismi. In generale credo che i contro siano – oltre a un po’ di lavoro in più per seguire forum eccetera – che probabilmente diamo un’immagine meno luccicante di editori abituati a politiche di comunicazione più mirate all’immagine. I pro sono, almeno spero, che i lettori ci conoscono meglio e forse ci stimano un po’ di più. Più che la loro fedeltà di clienti cerchiamo la loro amicizia.

3. Al momento è ancora in corso il Premio Odissea per romanzi inediti di fantasy e fantascienza. Perché la scelta di non accettare manoscritti, ma di selezionare gli autori solo in seguito a un concorso? E nel caso di un manoscritto valido, che però non risulta vincitore, vi riservate la possibilità di presentare comunque all’autore un contratto di pubblicazione con voi?

S. S.: Il concorso Odissea serve per selezionare romanzi di fantascienza o fantasy, due generi nei quali pubblichiamo davvero pochi italiani. Gli autori italiani sono svantaggiati sul mercato, non tanto perché sono italiani, quanto perché sono quasi sempre sconosciuti. Scrivere sulla copertina che il libro ha vinto un premio dà al lettore un criterio di valutazione. Inoltre, a chi partecipa forniamo una scheda di lettura del romanzo abbastanza dettagliata, indicando i punti di forza e i difetti del libro e cosa può fare l’autore per migliorare: è molto apprezzata, almeno quasi sempre. Naturalmente in linea teorica se ci interessasse un romanzo non vincitore potremmo proporre la pubblicazione; non è ancora successo più che altro perché gli spazi sono pochi.

4. E ora un paio di domande sul lavoro dietro le quinte. Una volta dichiarato il vincitore del premio per romanzi inediti, come procedete? Come funziona la fase di editing in una casa editrice del vostro calibro?

S. S.: Per una casa editrice del nostro calibro, che è un calibro piuttosto piccolo (non so, calibro .22?), abbiamo un editor piuttosto bravo che fa l’editing più o meno su tutti i libri che pubblichiamo nelle collane di fantascienza e fantasy, Francesco Lato. Nel caso di autori italiani si confronta naturalmente con l’autore, per chiedere delucidazioni o per segnalarci correzioni particolarmente significative. Gli autori migliori apprezzano molto e seguono da vicino questa fase, perché sanno che è lì che imparano e possono ancora migliorare.

5. Per quanto riguarda l’aspetto grafico dei vostri libri, avete più professionisti che lavorano per voi o vi avvalete dei lavori di un grafico in particolare, che fa parte magari del personale interno alla casa editrice? E ancora, l’autore ha parola in merito alla scelta della copertina?

S. S.: Le copertine le faccio più o meno tutte io. Tra le mie varie esperienze professionali c’è anche quella di grafico, lavoro che ho fatto per vari anni con una mia agenzia che lavorava per la pubblicità e l’editoria. Quindi tutte le colpe sono mie. Quando l’autore è italiano, certo, la copertina gli viene sottoposta per l’approvazione.

6. Vi è mai capitato di contattare personalmente degli autori per chiedere loro in visione del materiale, dopo averli conosciuti durante una delle vostre iniziative (come le 365 o il Magazzino dei Mondi)?

S. S.: Direi senz’altro di sì, ma è un ambito seguito da Franco Forte, quindi non sono in grado di farti esempi precisi.

7. Vi è mai capitato di lanciare, attraverso la rivista, autori che poi son divenuti famosi?

S. S.: Ci è capitato spesso di essere tra i primi a pubblicare racconti di autori che poi hanno avuto un certo successo. Per esempio abbiamo pubblicato i primi racconti di Pierdomenico Baccalario, che oggi è un gigante della narrativa young adult. Io su Delos Science Fiction ho pubblicato il primo racconto di Luca Masali, che poi è diventato l’autore italiano di fantascienza più venduto in Italia e ora è apprezzatissimo scrittore di thriller. Così come, del resto, quando a diciott’anni pubblicavo una rivista amatoriale sono stato il primo a pubblicare un certo Franco Forte… 🙂

E chissà quanti ce ne sono nelle 365 che tra qualche anno saranno star di prima grandezza.

8. Sicuramente qualche autore vi avrà inviato un manoscritto al di fuori dei vostri concorsi, nonostante la vostra scelta editoriale sia diversa. Come vi siete comportati in quel caso? Avete cestinato senza neanche leggere o avete comunque dato una chance?

S. S.: Sarò sincero, leggo la sinossi e nel 99% dei casi si tratta di generi che non pubblichiamo, quindi scrivo una cortese lettera facendo gli auguri e consigliando di cercare un editore più adatto. Qualche volta c’è qualche titolo di cui discutiamo.

Bisogna però anche sapersi presentare. Intanto, scegliere l’editore a cui si scrive: è ben noto che noi pubblichiamo generi fantastici, mandarci romanzi di formazione o raccolte di poesie è solo una perdita di tempo. Poi bisogna mandare la sinossi: di certo non possiamo investire ore del nostro tempo a leggere romanzi per vedere se hanno un senso o no o per fornire il nostro parere, anche se a molti farebbe piacere: sorry, non abbiamo ancora a disposizione moltiplicatori del tempo o cloni da mettere a lavorare al nostro posto. Quindi certo: se mi arriva un romanzo senza sinossi lo cestino senza leggerlo. Faccio di peggio, se non c’è indicato l’indirizzo email nella lettera di accompagnamento non rispondo neanche. Mi rendo conto che c’è una persona che ha attaccato dei sogni a quel mazzetto di fogli di carta. Molti pensano che sia un preciso dovere degli editori leggere qualunque cosa mandino e rispondere con un’analisi dettagliata. Non è così. L’editore non è un’agenzia di editing, e spesso non ha tempo né risorse da impegnare in questo tipo di lavoro.

9. Ogni anno, ormai è tradizione, Delos Books invita gli autori a incontrarsi al suo stand al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ma oltre a partecipare a eventi letterari come quello del Salone, come promuovete i vostri autori? Organizzate presentazioni? 

S. S.: Proprio all’inizio di giugno abbiamo tenuto una serie di presentazioni presso la nostra sede. Spesso facciamo incontri di questo tipo. Dei libri italiani che abbiamo pubblicato negli ultimi mesi abbiamo fatto parecchie presentazioni. Poi ovviamente facciamo comunicati stampa, abbiamo rapporti con decine di blog, le pagine Facebook, i siti, organizziamo iniziative varie.

10. Una delle selezioni più interessanti al momento è “The Tube”. L’idea di Franco Forte è stata come sempre molto ben accolta dagli utenti e il post in cui la redazione ha dichiarato che la serie sarà tradotta in inglese e distribuita a livello internazionale ha sorpreso in positivo tutti gli iscritti al forum. La data d’inizio della selezione era prevista per aprile, ma a quanto ci risulta ancora non è partita. Ci sono novità? 

S. S.: The Tube fa parte di un progetto di più ampio respiro su cui stiamo lavorando, cerchiamo di fare le cose bene, non è importante che parta entro una data precisa. Penso comunque che vedrà la luce prima dell’estate.

11. Quando si parla di ebook, i lettori informati sul mondo editoriale (che spesso sono anche scrittori) dichiarano che non ne comprerebbero uno se costasse più di 5,00 €. Anche Delos Books mette a disposizione i suoi titoli in formato ebook, ma i prezzi ruotano intorno ai 7,99 €. In base a cosa stabilite il prezzo di un ebook? 

S. S.: Be’, sinceramente non credo molto a queste dichiarazioni. Ovvio che uno dice che vorrebbe le cose anche gratis, ma poi non gliele danno e le paga quello che costano. Non credo che la differenza tra 5,99 e 7,99 sia sufficiente a far scattare il passaggio alla pirateria. Mi pare che ci siano ebook di bestseller che costano anche dieci euro e vendono parecchio.

Detto questo, personalmente credo che il prezzo migliore per gli ebook che contengono romanzi sia tra i cinque e i sei euro, ma talvolta non siamo noi a deciderlo. Per esempio su quasi tutti i contratti dei romanzi che pubblichiamo nella collana Odissea Paranomal viene imposto dal proprietario dei diritti un prezzo non inferiore al 50% del prezzo del libro stampato. Che di solito costa 15,90. Per lo stesso motivo quegli ebook hanno spesso il DRM, anche se noi per principio siamo contrari.

12. E infine la domanda di rito delle nostre interviste: come definirebbe l’editoria a pagamento? 

S. S.: Immagino che a questa domanda ci si aspettino forti espressioni di condanna, ma io la penso diversamente, non demonizzo l’editoria a pagamento. È vero, è un settore affollato di operatori molto vicini al limite della truffa, che fanno promesse assurde ed estorcono cifre ingiustificate: per questi la condanna è scontata. Ed è anche vero che per uno scrittore che ha intenzioni serie pubblicare a pagamento è l’errore peggiore: non c’è niente di peggio che vedere nel curriculum un libro pubblicato da Albatros o editori del genere: l’autore viene scartato immediatamente.

Ma ci sono anche scrittori che non hanno intenzioni serie, che scrivono per diletto e vogliono solo vedere il loro libro stampato per darlo agli amici, senza pensare di diventare l’Hemingway del ventunesimo secolo. E ci sono aziende che forniscono loro il servizio a prezzi adeguati. Non vedo perché dovrei condannare gli uni o gli altri.

E ora le domande degli utenti.

Alla domanda numero 3, si sono aggiunte quelle di tre partecipanti:

Giusto per curiosità, la scheda di lettura che fornite è come una qualsiasi scheda di lettura professionale (per livello di approfondimento) o è qualcosa che non entra così nello specifico, ma dà solo un’idea generale su cosa funziona e cosa no del romanzo?

 Più o meno una scheda di valutazione quante pagine è lunga?

Chi è che scrive le schede di valutazione?

S. S.:  È una scheda di lettura che a volte entra nello specifico e a volte no, dipende anche dal libro. Diciamo che in genere sono due o tre cartelle.   Le schede di valutazione sono scritte dai nostri lettori che valutano i romanzi, che sono tutti editor selezionati dalla Delos Books. Le schede sono poi riviste per renderle giusto più “digeribili”, perché a volte sono anche troppo sincere.

Riguardo al Premio Odissea, Viola chiede:

 Sono ammessi fantasy e fantascienza, e i generi ibridi, come il science fantasy?

S. S.: Sono ammessi anche i generi ibridi, fusion, meticci e mescolati.

Invece Diego ha una domanda riguardo a “The Tube”:

L’iniziativa The Tube, oltre a pubblicare ebook di autori italiani (esordienti e non) selezionati periodicamente, conterrà anche racconti di autori già affermati, ai quali magari la Delos ha “commissionato” la stesura di un racconto? Oppure no?

S. S.: The Tube è una cosa molto specifica, una serie, che fa parte di una iniziativa più vasta dove ci saranno cose di vario genere, inclusi grandi autori italiani e no.

E per finire qualcuno vuole sapere chi impone il DRM.

S. S.: Lo impongono i proprietari dei diritti del libro, che a volte sono autori e a volte editori (americani, per lo più). Da contratto impongono la criptazione e a volte anche il prezzo minimo. Curioso per esempio che imponga il DRM persino la Tom Doherty (TOR) che in USA l’ha tolto dai propri libri.

Come vi avevo già anticipato, l’intervista è stata davvero molto interessante. Ci sono state altre domande e Silvio Sosio ci ha raccontato molto di più. Se volete scoprire a cosa mi riferisco, seguite questo link: Intervista a Delos Books su Facebook.

Noi di È scrivere ringraziamo di nuovo Silvio Sosio per la sua disponibiltà!

A voi diamo appuntamento in due settimane, con la prossima intervista su facebook. Non mancate!

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