Intervista a Sesat Edizioni

Giovedì 30 maggio 2013, alle 21:30, abbiamo avuto il piacere di intervistare in diretta su facebook Florinda Gargiuoli, di Sesat Edizioni. Anche questa volta ci sono state molte domande interessanti da parte di chi ci ha seguiti, e Florinda molto gentilmente ci ha concesso un po’ di tempo in più rispetto a quello programmato per l’intervista e di questo gliene siamo grati.

Di seguito troverete prima le domande che gli abbiamo rivolto noi di È scrivere e, come ormai ben sapete, subito dopo riporterò alcune di quelle fatte dagli utenti.

1. Nel vostro catalogo troviamo sia libri in cartaceo che in versione ebook. I primi hanno tutti una versione elettronica, mentre gli ebook non hanno tutti quella cartacea. Da cosa dipende? Ci sono romanzi che sono più adatti a essere pubblicati come ebook e se sì per quale motivo?

Florinda Gargiuoli: Ti ringrazio della domanda perché mi offre la possibilità di rimarcare ancora una volta quanto io e i miei colleghi crediamo che il digitale sia il futuro dell’editoria.
La Sesat Edizioni ha da subito deciso di puntare sul digitale. Essendo il nostro un team giovane, abbiamo lo sguardo rivolto sempre verso il mercato estero visto che da noi, si sa, le novità ci mettono sempre un po’ a prender piede. Che il settore editoriale non sia in un momento florido è innegabile: già prima i lettori nel nostro Paese diminuivano esponenzialmente, poi la crisi ha drammaticamente peggiorato questa situazione. Da queste considerazioni e dall’osservazione del mercato internazionale totalmente proteso verso il digitale, abbiamo deciso di puntare principalmente sugli ebook, scegliendo strategie in favore del lettore. Infatti, i prezzi a cui offriamo i nostri titoli sono davvero molto contenuti per cui ci affacciamo con prepotenza sul mercato della Rete che, a questo punto, diventa molto democratico. I lettori, quindi, trovando i nostri prezzi molto competitivi, hanno deciso di premiare le nostre scelte e i nostri autori. In meno di un anno dalla nostra nascita, possiamo vantare ben quattro titoli fra i bestsellers dei maggiori stores, come Amazon, Kobo e Apple, di cui uno, Ricordati di me! di Natalia Rosetti, ha venduto oltre 10000 copie, mentre L’Intoccabile di Federica Leone è stato addirittura inserito da Amazon nel “Meglio del 2012”.
A prescindere dal possesso di un apposito ereader, la maggior parte di noi possiede un tablet o uno smartphone su cui poter leggere un ebook e ciò ha riavvicinato le persone alla lettura.
Insomma questo preambolo, forse apparentemente off topic, è per spiegare che il core business della Sesat è incentrato sul digitale e per questo tutti i nostri titoli sono in ebook.
Per rispondere, quindi, alla tua seconda domanda, i criteri di scelta di un ebook sono esattamente gli stessi di un libro cartaceo: storia originale, interessante e attraente per il lettore.

2. Quanto è importante per Sesat Edizioni il curriculum letterario di un autore che vuole pubblicare con voi?
F. G.: In realtà, non molto: l’importante è l’opera. Che sia la prima o la decima scritta dall’autore non fa differenza: ciò che conta è il contenuto.

3. Organizzate concorsi letterari per scovare nuovi talenti, oppure vi affidate alla semplice selezione tramite invio dell’opera?
F. G.: Al momento, la selezione viene effettuata tramite il classico invio, ma non escludiamo in futuro la possibilità di concorsi, specialmente per alcuni generi in particolare che non ci pervengono spesso.

4. Quali sono i motivi che vi portano a scartare un manoscritto? Ci sono errori (refusi, buchi nella trama, pdv instabili) che ricorrono più spesso?
F. G.: La trama è il punto di partenza. Se la trama è davvero valida, con buona pace della redazione che dovrà fare l’editing, chiudiamo gli occhi su un uso non eccellente della lingua italiana, ma solo in caso di storie davvero brillanti. Altrimenti, motivo di scarto è la presenza di gravi errori grammaticali e l’uso scorretto della lingua… dopotutto uno scrittore, per definirsi tale, deve saper scrivere!

5. Vi sono mai state rivolte lamentele riguardo all’editing dei vostri romanzi o ad altro?
F. G.: No, anzi… Finora con gli autori abbiamo instaurato un rapporto di reciproca collaborazione basato su stima e fiducia. Sono molto orgogliosa dei nostri autori e di ciò che abbiamo creato insieme, per cui siamo gli uni il supporto degli altri.

6. Quali sono i vostri canali di distribuzione?
F. G.: Per la diffusione degli ebook ci affidiamo a un distributore unico esterno, per i libri cartacei ci appoggiamo a differenti distributori locali unitamente a una distribuzione diretta.

7. In che modo curate l’aspetto grafico dei vostri libri? Vi rivolgete a grafici professionisti o vi avvalete di personale interno alla CE?
F. G.: Abbiamo un grafico interno. Le copertine sono il biglietto da visita di un libro e di un ebook, per cui è un lavoro che richiede una particolare attenzione. Solitamente ce ne occupiamo internamente.

8. Come impostate la promozione dei vostri autori? E quanto affidamento fate sulla partecipazione attiva degli autori alla promozione delle opere?
F. G.: Pubblicare un libro è il primo passo, il più piccolo. Ciò che viene dopo è il vero percorso ad ostacoli: dobbiamo far conoscere i nostri titoli e dobbiamo spingere il lettore ad acquistarli. Quindi, in questo iter, il supporto reciproco è indispensabile: il nostro ufficio stampa svolge un lavoro strettamente a contatto con gli autori. Per ogni titolo vengono messe a punto strategie promozionali differenti e si usano canali specifici per la promozione che variano a seconda del genere o del target di riferimento.

9. Qual è, in media, il numero di copie vendute da un esordiente? E quale genere vende di più nel vostro catalogo?
F. G.: Dipende… ogni titolo è unico, per cui fare una media statistica non sarebbe corretto. Per quanto riguarda i generi più venduti, invece, posso dire che le donne come lettrici battono gli uomini: infatti, i libri che attirano di più sono quelli di narrativa rosa e urban fantasy.

10. Quali sono i generi letterari che pubblicate? Siete attenti ai nuovi trend, oppure scegliete i libri solo in base alla loro qualità?
F. G.: La qualità è alla base della scelta del testo, ma ciò si deve sposare con la sua commerciabilità e, quindi, con i gusti dei lettori.

11. E la domanda di rito: come descriveresti l’editoria a pagamento?
F. G.: Domanda difficile. Per mia natura, non mi trovo a mio agio nel giudicare il lavoro degli altri che rispetto sempre e comunque, ma mi sento di dire che l’editoria a pagamento, in alcuni casi, tende a lucrare sui sogni delle persone promettendo gloria e fama, abbagliando l’autore con un’immagine dell’editoria che non corrisponde alla realtà. Vincolare contrattualmente un autore, che paga cifre esorbitanti (addirittura migliaia di euro) per pubblicare un libro con la vana speranza di distribuzione e di promozione capillare, non è in linea con quello che io reputo essere il lavoro di editore. Detto ciò, non voglio fare di tutta l’erba un fascio: ci possono essere (anzi, sicuramente ci saranno) editori a pagamento che trattano i propri autori con correttezza e che presentano loro un quadro chiaro di ciò che offrono.
Caso, invece, totalmente differente è l’autore che desidera autopubblicarsi: in quel caso l’autore paga solo i servizi editoriali che ha scelto e non è soggetto a nessun tipo di contratto. Per esperienza so che molti autori, infatti, vorrebbero pubblicare (e non solo stampare) il proprio libro senza, però, essere legati ad una casa editrice, specialmente a quelle piccole. In tal caso, l’autore può avvalersi dei servizi di auto-pubblicazione (editing, stampa, impaginazione, Isbn, etc…) che non si devono assolutamente confondere con l’editoria a pagamento: con il self-publishing, infatti, l’autore rimane l’unico detentore dei diritti della sua opera, pubblica senza marchio editoriale esterno e non è obbligato a firmare alcun tipo di contratto restrittivo.

Riguardo alla domanda sul curriculum letterario, Barbara ne ha un’altra da aggiungere:

Se pubblicate il libro di un autore, cercate poi di dare continuità al progetto riproponendo altre opere dello stesso?

F. G.: Si, solitamente, proprio sulla base del rapporto che si crea con gli autori, ci piace poter continuare il percorso insieme e quindi cercare di pubblicare altre opere.

E anche Viola ne ha una:

Chi pubblica con voi ha l’obbligo di sottoporvi le proprie opere prima di contattare altre case editrici?

F. G.:  No, non c’è un obbligo ma viene spontaneo a molti nostri autori porporci le loro altre opere e noi siamo felici di valutare insieme le future pubblicazioni: di fatto, molti nostri autori hanno pubblicato con noi diversi titoli… e credo che questo sia la dimostrazione dei rapporti instaurati che rendono il mio lavoro così speciale.

Debora ha invece una domanda sulla grafica delle copertine:

Quindi, se per caso l’Autore è anche illustratore e si disegna da solo la cover, non viene presa in considerazione?

F. G.: Certo che viene presa in considerazione. Se ne parla insieme e la si può pubblicare… anzi, così è meno lavoro per noi!

Sull’argomento “promozione degli autori” si è svolta una bella e soprattutto interessante discussione.

Viola:

Come vi comportereste con un autore che dichiara di non voler fare nulla per la promozione del proprio libro, sostenendo che sia compito vostro?

F. G.: Credo che sia difficile che un autore possa disinteressarsi alla promozione della propria opera. Se si vuole pubblicare un proprio libro è naturale che lo si voglia far conoscere e questo è interesse comune con l’editore. La barca è la stessa, per cui chi rema contro non può che scendere!:) Pubblicare un libro è il primo passo, il più piccolo. Ciò che viene dopo è il vero percorso ad ostacoli: dobbiamo far conoscere i nostri titoli e dobbiamo spingere il lettore ad acquistarli. Quindi, in questo iter, il supporto reciproco è indispensabile: il nostro ufficio stampa svolge un lavoro strettamente a contatto con gli autori. Per ogni titolo vengono messe a punto strategie promozionali differenti e si usano canali specifici per la promozione che variano a seconda del genere o del target di riferimento.

Un altro utente:

Ma è necessario che un autore sia disponibile a fare promozioni? E se avesse ‘paura della folla’? Si potrebbero pensare strategie differenti?

F. G.: Certo… il rispetto della persona è alla base. Quello che voglio dire è che, sopratutto per una casa editrice indipendente e per degli autori emergenti, è indispensabile stringere un rapporto di collaborazione. Mi spiace ripetermi ma la parte più bella del mio lavoro è quella di confrontarmi con persone brillanti e intelligenti con cui crescere insieme professionalmente e non solo.

Riguardo ai generi pubblicati da Sesat, arriva una domanda di Amanda:

Quindi se qualcuno dovesse proporvi un libro…magari diverso dal solito, che non riprende i soliti argomenti, non lo pubblichereste?

F. G.: Con il digitale, in realtà, si può osare di più per cui, pur cercando comunque di rientrare nei parametri “commerciali” (permettemi il termine), non ci precludiamo altre possibilità che potrebbero rivelarsi piacevoli sorprese.

E infine arriva anche una domanda sulla sinossi, tanto temuta e forse un po’ odiata dagli scrittori esordienti:

Ecco, quindi la sinossi per voi è fondamentale, giusto? Il punto è che molti autori non riescono a scrivere una sinossi interessante e questo dunque li penalizza durante la scrematura?

F. G.: Purtoppo si, la sinossi è importante: mi rendo conto che sia difficile ma abbiamo bisogno almeno di un buon input, qualcosa che presenti la storia del libro… La sinossi non è la quarta di copertina, è solo una sorta di riassunto che l’autore ci propone della sua opera! Chi meglio di lui può scriverla?

Il resto delle domande lo potete leggere qui: Intervista a Sesat Edizioni su facebook. Troverete interessanti discussioni sul numero di copie vendute dagli esordienti di Sesat Edizioni, sulla scrematura dei manoscritti che arrivano in redazione e tanto altro!

Se volete seguirci anche su facebook per non perdervi la prossima intervista in diretta ci trovate qui: Pagina facebook di È scrivere.

Ringrazio ancora una volta Florinda Gargiuoli per la sua disponibilità e gentilezza e vi do appuntamento al 14 giugno, con la prossima intervista!

5 thoughts on “Intervista a Sesat Edizioni

      1. Sì, ma non era alla redazione. Ho usato l’indirizzo email per le informazioni, visto che di quello si trattava: una breve domanda sui manoscritti che accettavano.

        1. Io dal sito della Casa Editrice leggo che sono in pausa fino a lunedì. Ti consiglierei di aspettare e, al massimo, di telefonare in sede. La telefonata è più rapida, mentre le mail può capitare che sfuggano nella moltitudine che giungono in redazione.

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