Intervista a Plesio Editore

Questa settimana abbiamo intervistato Giordana Gradara, di Plesio Editore. La signora Gradara è stata molto disponibile. Di questo e del tempo che ci ha dedicato la ringraziamo molto! Come la scorsa volta, avete la possibilità di rivolgerle domande nei commenti e noi di È scrivere le rigireremo a lei.

Ed ecco a voi l’intervista, vi auguriamo una buona lettura!

1. Plesio Editore pubblica solo i generi fantasy e fantascienza. Da cosa dipende questa scelta e avete intenzione di includere, in futuro, anche altri generi?

G. Gradara: Come casa editrice abbiamo deciso di puntare sulla specializzazione, con l’obiettivo di diventare negli anni il faro per un certo tipo di pubblicazione. L’idea è quella di includere, con il tempo, tutta la letteratura d’evasione, che comprende molti più generi rispetto a quelli che trattiamo oggi, e di realizzare un catalogo aperto a una fascia d’età più ampia, ma stiamo ancora studiando il mercato nel quale ci muoviamo e, per compiere certi passi, occorre conoscenza, oltre che un numero superiore di risorse umane da impiegare.

2. Qual è, in media, il numero di copie vendute da un esordiente?

G. G.: Si tratta di una domanda alla quale non so rispondere, perché abbiamo aperto l’attività da un anno e mezzo e i testi che abbiamo pubblicato sono ancora in vendita (e continuano a vendere grazie alla presenza in fiere specifiche di settore, anche a molta distanza dalla stampa, sebbene ovviamente con meno spinta). In linea di massima posso dire che la media di vendita al momento si attesta sulle 200 copie, ma bisognerebbe arginare il dato in una dimensione temporale (200 copie in un giorno sono un successo, in un anno sono una buona media, in 10 anni un fallimento).

3. Quanto è importante per Plesio Editore il curriculum letterario di un autore che vuole pubblicare con voi?

G. G.: Relativamente importante. Un autore che ha già pubblicato generalmente conosce già alcune prassi redazionali, sa come muoversi nel mettere mano al testo e, in linea di massima, possiede una scrittura più fluida, perché non solo è abituato a scrivere (si spera), ma i suoi testi hanno già incontrato la critica di lettori esterni e il suo stile si è già modificato di conseguenza. Detto questo, non è sempre così. Ci sono autori non esordienti per cui quanto detto sopra non vale, così come ci sono esordienti che possiedono già una buona padronanza delle tecniche narrative.

4. Quando mettete un autore sotto contratto, solitamente lo opzionate per una successiva opera? Se no, perché?

G. G.: Consigliamo di sottoporre le opere future prima a noi che non ad altri editori, ma non si tratta di un vincolo se non che in casi specifici che rientrano nel patto di non concorrenza (a cui fanno capo tutti i testi che condividono la natura di quello contrattualizzato, caso in cui rientrano, ad esempio, le saghe). Detto questo i contratti sono sempre studiati sul testo specifico e modificabili a seconda delle esigenze.

5. Quali sono i tempi di valutazione per un manoscritto?

G. G.: Anche qui, dipende. Alla ricezione del materiale comunichiamo in una settimana se intendiamo procedere con la lettura dell’opera o meno, dato che indica, quindi, se la sinossi ha catturato il nostro interesse. In caso si prosegua con la valutazione, i tempi sono di 4-6 mesi, a seconda del periodo e delle attività parallele della casa editrice.

6. Se un testo ha del potenziale, è scritto bene, ma presenta errori grossolani per uno scritto, per esempio un’errata gestione del PdV, provate comunque a contattare l’autore, dandogli consiglio su cosa fare per sistemare il testo, oppure credete che chi è privo di queste basi fondamentali non meriti il rischio di un investimento da parte vostra?

G. G.: A seconda di quanto l’errore sia profuso e profondo decidiamo come muoverci. In linea di massima l’esempio riportato si riscontra su tutto il testo ed è difficile da sradicare nello stile dell’autore, cosa che generalmente comporta il rigetto del romanzo. Generalmente parlando, però, nessun testo è privo di errori, anche narrativi, quindi nel limite del possibile ci adoperiamo sempre revisionando i romanzi in fase di pubblicazione.

7. Vi sono mai state rivolte delle lamentele riguardo all’editing dei vostri romanzi o ad altro?

G. G.: Sì certo, all’inizio e alcuni errori sono inevitabili. Le procedure sono da studiare al meglio, i collaboratori da scegliere, etc. Posso dire che dove il lettore medio rimane soddisfatto del nostro operato, c’è sempre il cliente più puntiglioso che nota elementi magari sfuggiti agli occhi meno esperti (non necessariamente di editing, più spesso d’impaginazione o tipografici). Francamente non ho ancora incontrato un piccolo editore scevro da questi problemi, ma il punto è che ci stiamo migliorando romanzo dopo romanzo.

8. In che modo curate l’aspetto grafico dei vostri libri? Vi rivolgete a grafici professionisti o vi avvalete di personale interno alla CE?

G. G.: Un mix delle due. Le immagini appartengono ad un artista, ma l’inserimento nel nostro layout di copertina viene fatto libro per libro dal nostro grafico.

9. Come impostate la promozione dei vostri autori?

G. G.: La promozione utilizzata varia a seconda del testo. Ci sono testi più adatti alla diffusione attraverso (ad esempio) internet, e testi che richiedono interventi diversi. In linea di massima operiamo tramite comunicati stampa, recensioni e partecipazioni alle fiere di settore, sfruttando per il resto le potenzialità di ciascun opera. Tentiamo, dove possibile, di organizzare un buon numero di presentazioni, con risultati eccellenti in alcuni casi, ma scarso interesse da parte di librerie e biblioteche in altri, che rende più complicato riuscire a stabilire il luogo adatto in cui ospitare l’evento. Ci muoviamo anche attraverso concorsi specifici (il racconto “La bambina dei corvi” di Alessandro Stringa , presente sul secondo volume della saga di Dreinor “Il drago è l’unicorno”, è appunto il vincitore di un contest apposito), spin-off, tie-in, etc., a seconda anche della disponibilità degli autori.

10. Plesio Editore ha organizzato due concorsi letterari (Inchiostro e pinna e Sidhe). Avete intenzione di organizzarne altri nel prossimo futuro?

G. G.: Specifico che Sidhe non è stato organizzato da noi, ma dall’associazione culturale “Lunatica”. Noi li affiancheremo semplicemente nella valutazione. Detto questo, pensiamo proprio di organizzare altri concorsi in futuro. Se ne riparlerà con ogni probabilità il prossimo autunno.

11. Nel vostro catalogo mancano gli ebook. Avete intenzione di pubblicare i vostri romanzi anche in versione ebook, in futuro?

G. G.: Apriremo agli ebook tra poche settimane, con la collana ePlesio, che verrà inaugurata appunto dall’antologia “Lo speziale”, risultanza dell’ultimo concorso organizzato.

12. E infine la domanda di rito: come descriverebbe l’editoria a pagamento?

G. G.: Come una forma piuttosto costosa di tipografia, che crea problemi su più livelli. Per la verità esistono anche realtà a pagamento che effettivamente lavorano bene (poche, ma ce ne sono), ma il punto rimane sempre lo stesso. Se l’editore non si assume il rischio d’impresa, non sarà mai sufficientemente incentivato a vendere il tuo libro. Tra l’altro la mancanza di un filtro che impedisca alle opere non meritevoli di entrare nel mercato penalizza il settore su più fronti.

Ringraziamo di nuovo la signora Gradara per la sua disponibilità!

E ora tocca a voi, sotto con le domande!

21 thoughts on “Intervista a Plesio Editore

    1. Comincio io con qualche domanda “scomoda”, se permette 🙂

      1) Non le pare che il prezzo dei suoi libri sia elevato? Non dubito sulla qualità dell’edizione, ma avete mai fatto uno studio per capire qual è il prezzo “psicologico” oltre il quale l’acquirente non acquista il libro?

      2) Fantascienza: nel suo catalogo ora vedo un solo libro nella collana Sirio. Mancano gli autori di qualità o la fantascienza è un settore talmente in crisi che per rischiare su un romanzo è necessario che sia veramente di qualità eccelsa?

      1. Per quanto riguarda il prezzo dei libri, sinceramente non mi pare. Se posiamo lo sguardo ai nostri competitor, ovvero i piccoli editori (con meno di 10 pubblicazioni all’anno) che si occupano di un solo settore di nicchia, ebbene, questi hanno prezzi molto più elevati dei nostri. Al momento noi sappiamo che possiamo stampare x copie di ogni titolo, perché più o meno ne riusciremo a vendere x e, sui nostri libri, non abbiamo riscontrato differenze tra le vendite dei titoli meno cari (anzi, a voler proprio essere precisi, il titolo che ha venduto di più al momento si trova nella “fascia alta”). Rimango dell’idea che l’unico modo per aumentare significativamente le vendite in modo che si possa incrementare la produzione diminuendone i costi, e di riflesso anche il prezzo di vendita, sia migliorare la distribuzione; una strada difficoltosa che Plesio cerca comunque di intraprendere.

        Questione fantascienza… sfortunatamente mancano i lettori, le librerie disposte a tenere esposto questo genere e anche gli scrittori di qualità. A fronte di 100 titoli che riceviamo in valutazione, sì e no 5 possono dirsi di fantascienza. Con questi numeri limitati tirare fuori un buon prodotto è un’impresa.

    2. Io più che una domanda, prima vorrei complimentarmi per le copertine, sono davvero belle e accattivanti! Sarebbe possibile sapere il nome dell’artista?

      Poi concordo con Visionnaire sui prezzi un po’ alti e spero che quelli degli ebook, di cui sono contenta di leggere saranno prossimamente presenti nel vostro catalogo, saranno più accessibili. Può già dirci qualcosa a riguardo?
      Grazie 🙂

      1. Ringrazio per i complimenti, e giro a chi in sede si occupa del layout di copertina. Per quanto riguarda l’artista che fornisce “la materia prima”, si chiama Yaroslav Gerzhedovich.
        Sugli ebook, molto dipenderà dal tipo di testo. Si andrà dalle pubblicazioni gratuite (come sarà “Lo speziale”, di cui scrivo nell’intervista), all’edizione di affiancamento al cartaceo, al titolo che uscirà solo in versione digitale. Indicativamente non vorremmo superare i 3 Euro a ebook.

        1. Grazie per la risposta e sono felice di leggere che i prezzi per gli ebook non supereranno i 3 Euro. Ottimo! 😀

  1. Prima di fare domande vorrei fare i complimenti. La vostra ce per quanto non tratti dei generi che mi sono troppo affini mi ispira fiducia, le copertine, particolare superficiale, ma che ha il suo impatto, sono molto belle e curate. E non è per niente scontato.

    Sono contenta anche della decisione di pubblicare prossimamente anche in ebook, quindi diciamo che l’intervista ha soddisfatto la mia curiosità.

    Ma una domanda la avrei. Così come gli autori esordienti nel segreto della loro mente fanno sogni di gloria, li fate anche voi? Cioè contate di crescere? Quanto verosimilmente credete che sia possibile farlo nel nostro mercato editoriale, lasciando da parte il sogno e rifacendosi a stime più realistiche?
    Come si può passare dalla piccola editoria almeno alla media? Ci vogliono soldi? Sono curiosa su questo aspetto.

    1. Ne facciamo eccome. Lasciando perdere i sogni impossibili, contiamo realisticamente di poter rientrare nella cerchia della media editoria nei prossimi 5-10 anni. Servono soldi, prevalentemente per tutte le operazioni di marketing, e un vasto catalogo da proporre per poter essere presi in considerazione dai distributori più grandi.

  2. Mi unisco anch’io ai complimenti di Silver e Nerina per una casa editrice che, si vede, lavora con passione oltre che con professionalità. Avrei poi due domande. La prima riguarda la vostra scelta di puntare solamente, almeno all’inizio, su fantasy e fantascienza. Nonostante il grande boom del fantasy degli ultimi (ormai forse dieci) anni, non avete mai pensato che fosse rischioso dedicarvi esclusivamente a generi che fino a poco tempo fa erano considerati “di nicchia” e potrebbero benissimo tornare ad esserlo?
    Da qui la seconda domanda: nella prima risposta data è stato detto che la Plesio si aprirà anche agli altri generi della letteratura d’evasione. Potete darci un’anticipazione su quali saranno le prossime nuove collane?

    1. Non abbiamo paura della nicchia, anzi, quasi la rivendichiamo, anche perché la maggior parte dei nostri titoli evade dagli schemi più classici del genere; molti di loro oserei dire che quasi trascendono il fantasy (“Sangue Ribelle” sicuramente, così come “La radice del rubino” e il suo seguito).
      Per il futuro, invece, prima di aprire nuove collante stiamo progettando di ampliare il target d’età a cui si rivolge “Aurendor”.

  3. Innanzitutto mi unisco anche io ai complimenti perché la vostra CE mi ispira molta fiducia.
    In secondo luogo, avrei altre due domande per voi.

    1) È già da parecchio che avete sospeso la ricezione di manoscritti. Contate di riaprire le selezioni dopo l’estate o il vostro catalogo è pieno fino al 2014?

    2) Quanto è importante per voi la disponibilità di un autore di partecipare a fiere e presentazioni?

    1. Riapriremo le valutazioni verso settembre. Eventualmente è possibile ricevere la notizia in anteprima iscrivendosi alla nostra newsletter.

      A questi livelli, dove è la presenza in fiera a permettere il maggior contatto con il pubblico, la presenza dell’autore (ovviamente nei limiti del possibile!) è fondamentale.

  4. woow!!..mi unisco ai numerosi complimenti..e grazie per le mille cose che ho imparato grazie a questa intervista.. :heart:
    ee..al momento non ho domande..per cui..grazie ancora!!.. :bye:

    1. Scusate se riesumo la conversazione dopo così tanto tempo, ma ricordavo che era uscita una domanda a questo proposito proprio qui… ebbene, sono felice di annunciare, che dopo Natale non solo provvederemo a mandare un titolo in terza ristampa, come già immaginavamo, ma partiremo con la seconda ristampa anche per un altro libro! :good:

  5. Buon pomeriggio,
    interessante questo accenno di “dietro le quinte” di una giovane casa editrice. Ora, a distanza di tempo, qualcosa in itinere si è modificato (sicuramente sì). Mi piacerebbe sapere se qualche risposta data allora ha subito o subirà cambiamenti.
    Buon lavoro

    1. Salve e complimenti, le iniziative editoriali vanno sempre sostenute con un plauso, specialmente quando si parla di generi di nicchia, definizione che poi non fa altro che innervosire i lettori di quei generi come me medesimo 🙂
      La domanda è indubbiamente di secondaria importanza, ma sono un po fissatino e perciò prima di comprare uno dei vostri titoli potrei sapere quali sono le dimensioni in cm degli stessi?
      Grazie

      1. È un articolo un po’ vecchio, non so se gli editori riusciranno a leggere le vostre domande, ma sul loro sito trovate tutte le info che servono e potete inviare loro una mail di richiesta informazioni. Sono molto disponibili, anche su Fb.

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